“Presagi” la mostra di ADRIANO FIDA

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ADRIANO FIDA Presagi VERNISSAGE MERCOLEDÌ 21 DICEMBRE, ORE 18.30 presentazione critica di Ferdinando Creta a seguire concerto a cura de l’Accademia Filarmonica Europea

ADRIANO FIDA

ADRIANO FIDA

ADRIANO FIDA
Presagi

VERNISSAGE MERCOLEDÌ 21 DICEMBRE, ORE 18.30
presentazione critica di Ferdinando Creta
a seguire concerto a cura de l’Accademia Filarmonica Europea

Mercoledì 21 dicembre, presso SPAZIO FIELD di Roma, apre al pubblico Presagi, la mostra dedicata ad
Adriano Fida. L’omaggio, rivolto al grande pittore calabrese scomparso prematuramente nell’ottobre
scorso, ne racconta l’antologia artistica, dalle origini sino agli ultimi lavori, alcuni dei quali inediti e
incompiuti.
L’esposizione, aperta al pubblico fino al 31 marzo 2023, con la curatela di Marco Dionisi Carducci e il
contributo critico di Ferdinando Creta, permette di apprezzare l’intero percorso pittorico di Fida, con oltre
quaranta opere selezionate (molte le collezioni private), accompagnate dalle tracce musicali degli
Oblomov e i video di Flavio Sciolè.
Dal ciclo delle nature morte a quello mitologico. Fino alle opere più recenti, intime, mature, dai forti
connotati simbolici. Una stagione pittorica, quest’ultima, sofferta ma proficua, a conclusione di un viaggio
onirico che è oggi testamento artistico di assoluto livello e su cui Vittorio Sgarbi ha voluto incentrare il
suo appassionato ricordo per il Corriere della Sera: «Ha consumato la sua vita mortale Adriano Fida, ma
ha lasciato un’opera vasta e compiuta, in un percorso che oggi si può definire iniziatico. Sapeva di avere
poco tempo, e ha voluto strappare alla morte una quantità di illuminazioni che oggi dovremmo
interpretare […]».

Presagi è il riconoscimento alla vita artistica di un assoluto protagonista del genere figurativo, che già nel
2016 Ferdinando Creta, ammirandone la tecnica sublime, aveva definito un “giovane pittore maturo”. «Il
suo linguaggio ancestrale, amplificato da una tavolozza ricca, intensa, sostanzia l’armonia del lavoro e
induce a riflettere sul rapporto tra uomo e natura, sublimandone la percezione»
, scrisse nell’introduzione
al suo catalogo d’artista.
Quella di Fida è stata una ricerca ossessiva e costante, una irrefrenabile sete di conoscenza accresciuta nel
tempo dallo studio personale e dal confronto con stimati colleghi, come Roberto Ferri, Alessandro
Sicioldr
, Gianluca Sità, e con il suo grande maestro Silvano Gilardi (in arte Abacuc), da cui Fida apprese
la tecnica dell’affresco e assorbì quelle note esoteriche e surreali mai celate.
«Ora – come ricordato da Sgarbi – questi dipinti visionari continuano a vivere senza di lui, e indicano un percorso definito, chiuso, di cui soltanto Fida poteva essere consapevole, stabilendo cosa voleva dirci, e che ci ha detto. Oggi, senza di lui, possiamo capirli meglio. Egli ci ha raccontato quello che avrebbe visto, quello che sta vedendo, lasciando memoria dell’aldilà. Adesso ci appare chiaro che tutta la sua opera è stata un presagio».
Si aggiungeranno in corso d’opera le tele attualmente esposte a Palazzo Doebbing (Sutri) nella mostra di
Vittorio Sgarbi Eccentrici e Solitari.

TAGLIO CRITICO
Se il mondo che abitiamo ha ispirato l’arte di ogni epoca, Adriano Fida, dipingendo i suoi sogni, compie la
sua poetica, e lo fa in modo nuovo. Le sue esplorazioni, rigorosamente calcolate e misurate, lo fanno
avventurare nei luoghi – vicini e lontani – della memoria. Le sue pennellate sono delle vere e proprie
performance di lunga durata in situazioni naturali, isolate e incantate, in cui egli interviene modificando
precariamente l’assetto originario del supporto. Il disordine naturale viene da lui trasformato in ordine
artificiale. E’ così che le linee, i tratti del suo disegno diventano immagini di apparente semplicità formale
ma di straordinaria e complessa valenza simbolica. Fida oltre a saper disegnare è un’artista che sa pittare.
Le finiture dorate e la ricchezza di elementi dei costumi, mostrano quanto Fida sia capace nella
rappresentazione degli effetti visivi, invitando l’osservatore a condividere il proprio gusto per i particolari.
E in questi particolari, che catturano lo sguardo e permangono nella mente, è possibile cogliere tutta la
maturità artistica del giovane pittore.

Ferdiando Creta


EVENTI COLLATERALI
Durante l’esposizione, sono programmati eventi aperti al pubblico con la partecipazione di artisti legati al
mondo di Adriano Fida. Si parte con il concerto C’è qualcosa di gentile di Matteo D’Incà e DincaOktet,
le cui grafiche presenti nell’edizione digitale sono state disegnate dal pittore calabrese. La serata è
organizzata dalla scuola Musica Incontro. A seguire gli Oblomov, duo di origine italo/russa stabilitosi a
Bologna sin dalla prima collaborazione con Fida. Un soldalizio nato dall’idea di mettere in musica le sue
opere, con particolare riferimento al tema dei miti classici greci rivisitati in chiave postmoderna.
Questi e altri eventi saranno comunicati a mostra in corso.

Biografia
ADRIANO FIDA (Reggio Calabria, 9 settembre 1978 – Rosarno 1 ottobre 2022).
Trascorsi gli anni della prima formazione all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, in cui matura la ricerca artistica attraverso lo studio dei maestri del passato, è decisivo l’incontro a Torino con Silvano Gilardi (Abacuc). Sotto la sua ala protettiva, Fida si distingue nella tecnica dell’affresco e nel trattamento della materia, perfettamente adagiata su una pittura la cui cifra stilistica si fa più certa e raffinata.
L’intensa stagione piemontese si chiude con la commissione del nuovo affresco al Macam di Maglione e regala un artista consapevole, che intensifica gli studi e trae ispirazione dalla terra d’origine.
Giunto a Roma, sotto la curatela di Ada Egidio per Collezionando Gallery, ricorda attraverso la pittura la
Calabria generosa e feconda, inaugurando il ciclo delle nature morte: il frutto è simbolo su cui l’autore
compie la metafora della nascita e dello sviluppo dell’uomo, in eterna simbiosi con la natura.
Sono questi gli anni (2009-2014) in cui è chiamato a presentare i propri lavori in sedi di prestigio,
ottenendo un ottimo riscontro di pubblico e critica: a Roma (Galleria Agostiniana di piazza del Popolo e
Macro Testaccio), Napoli (Macro Testaccio), Firenze (Palazzo Medici Riccardi), Milano (Affordable
Art Fair
).
Nel 2014 Fida pone le basi per la sua personalissima metamorfosi pittorica e tematica. Agisce
coerentemente con le sue origini (la Calabria è luogo di forti credenze popolari e storie mitologiche, terra
Patria delle popolazione italiche, Magna Grecia), lo fa ancora una volta partendo dall’uomo, ora non più
legato al ciclo vitale della natura, ma elevato a divinità. Sono le basi di un nuovo orientamento artistico,
che esploderà definitivamente con una serie di opere incentrate sul mito. Mito come eredità lasciata dagli
antenati nella tradizione scritta e orale, mito come riscatto dell’uomo contemporaneo mediante immagini
evocative, che emergono con realistico vigore figurativo. Una stagione, questa, che porta i primi frutti nel
2015, quando viene selezionato da Vittorio Sgarbi per la mostra Expo Arte Italiana, nell’ambito di Expo
Milano 2015
, in cui riceve il Primo premio sezione pittura. Nell’estate dello stesso anno è uno degli artisti
di spicco della Biennale Internazionale della Calabria. È però nel 2016 che l’artista presenta al pubblico il
complesso della sua produzione. Sono gli anni della collaborazione con il curatore Marco Dionisi Carducci
e Fida espone prima a Venezia, presso gli spazi espositivi di Palazzo Flangini con la mostra
Mythomorphosis, poi a Cosenza, presso il Castello Svevo con Mesma. Realizza inoltre l’olio Annuncio del
martirio di Nicolò Picardi
, parte del ciclo di opere su San Francesco di Paola commissionate da Roberto
Bilotti Ruggi d’Aragona
.
Nel 2017 è protagonista a Palazzo Trentini (Trento) con la bipersonale La pittura ermeneutica di Pier
Augusto Breccia
e l’astrattismo magico di Adriano Fida, mentre nel 2019 partecipa all’omaggio ad Arnold
Bocklin
nella collettiva curata da Simona Gatto presso la Crazy March Gallery di Sutri. Al fianco di Fida,
tra gli altri, Roberto Ferri, Alessandro Sicioldr, Daniela Astone. Sono questi gli anni in cui l’aspetto
esoterico e simbolista della sua pittura, mai celato sulla tela, inizia ad essere predominante. Sacro e profano si mischiano in un clima di profonda inquietudine e vitalità. Oltre alla sua anima, mette a nudo una fisicità segnata dalla malattia, ma fonte ora di nuova ispirazione. È un Fida maturo, nell’animo e nella tecnica. Il suo Padre Pio stigmatizzato, presentato a San Giovanni Rotondo nel 2020, entra nella collezione del Santuario di Santa Maria delle Grazie, mentre l’anno successivo torna a Roma presso lo Spazio Urano nella collettiva Mysterium naturae, a cura di Laura Catini e Robertomaria Siena.
La recente evoluzione stilistica non sfugge a Vittorio Sgarbi, che nell’aprile del 2022, consolidando un
rapporto di reciproca stima umana e professionale, lo seleziona per la collettiva Eccentrici e Solitari presso
Palazzo Doebbing a Sutri.

Si ringraziano
Rocco e Pasquale Fida, Ilenia Deleo, Alessandro e Daniele Marchetti, Riccardo Paddeu, Danilo Pepe,
Gianluca Sità, Matteo D’Incà, Flavio Sciolè, Steeve e Federico Illiano, Musica Incontro, gli Oblomov.
Si ringraziano, inoltre, tutte le Attività legate ad Adriano Fida che hanno aderito al progetto.

La mostra sarà attiva dal 21 dicembre 2022 al 31 marzo 2023.

SPAZIO FIELD
Palazzo Brancaccio
via Merulana 248 – Roma

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