Consapevolare© di Elena Cornacchione
Consapevolare© di Elena Cornacchione: E’ da questo “altrove” che nasce la silloge, un “luogo – non luogo” che mi ha donato lo strumento della “POESIA”. – Racconta l’autrice.
Tanti sono gli strumenti che abbiamo a disposizione per divenire esseri umani sempre più consapevoli: la vita, le esperienze, gli incontri, la natura, certi luoghi che vibrano di un’armonia soprannaturale, i libri, l’arte in tutte le sue forme che si inchina alla bellezza mostrandocela. Possiamo sfruttare il dono di esserci, imparando a conoscerci sempre di più e sempre meglio, senza perdere nessuna delle occasioni che si presentano nel nostro percorso di crescita. Ma per farlo è necessario darsi il permesso di farlo, saperle accogliere e attribuire loro il giusto valore. Possiamo riconoscerle perché si presentano come un “invito” che richiede a noi stessi qualcosa in più e di diverso rispetto al già conosciuto, ci esortano inesorabilmente a metterci veramente in gioco e lì proprio in quel momento: prendere o lasciare. Certo è, che se scegliamo il rifiuto, sicuramente ci perdiamo qualcosa di importante!
Non è semplice diventare pionieri ed esploratori in questo mondo, ma pensa un attimo come sarebbe l’esistenza senza tale possibilità, ti piacerebbe restare per tutta la vita una versione abbozzata di te stesso sapendo di essere anche altro? Ti piacerebbe vivere pensando che ci sono doni che ti stanno aspettando e che se non gli vai incontro diventeranno come una pianta senz’acqua?
E’ da questo “altrove” che nasce la silloge, un “luogo – non luogo” che mi ha donato lo strumento della “POESIA”. Una sperimentazione ancora acerba, ma sempre in crescita, realizzata grazie a pochi elementi essenziali: le lettere che si compongono e scompongono allenandosi a divenire versi, gli spazi bianchi che vibrano di pacato o rumoroso silenzio, i respiri profumati di una punteggiatura forse talvolta imperfetta, ma vera.
Il 26 febbraio del 2019 in un dialogo intenso e speciale con Arnaldo D’Amico “Anima Ricercatrice”, per la prima volta ho sentito utilizzare il termine “CONSAPEVOLARE©”, neologismo che ho scelto come titolo di questa raccolta di poesie e piccoli poemi, previo consenso dell’autore e soltanto dopo averlo regolarmente presentato e segnalato all’Accademia della Crusca per tutelarne l’origine. E’ un aneddoto che mi fa ancora sorridere nel ricordarlo, perché quello che fu un lapsus per il mio interlocutore, divenne per me un insight illuminante. La persona che se l’era lasciato scappare, credeva di aver commesso un errore accavallando le parole durante il dialogo, ma a me risuonava altro, tant’è che mi soffermai sulla bellezza di questa parola nuova, sapientemente suggeritagli dal cuore e non dalla mente. Da quel momento mi è sempre ronzata in testa e la considero un grande “dono” che quell’anima gentile ha fatto a se stessa e a me. La fusione amorevole della parola consapevolezza e della parola volare, mi evoca uno spazio interiore potenziale e allo stesso tempo forte e potente. E’ stato proprio attraverso la sperimentazione della poesia, che ho potuto rinnovare la mia conoscenza di queste due straordinarie dimensioni del nostro essere ed esserci. L’espansione della consapevolezza del presente nel presente e la piena libertà, come conseguenza della sua espressione attraverso il volo dell’anima. Un volo non esclusivo e risolutivo, ma che si ripete ogni volta che ci apriamo alla possibilità di imparare qualcosa di nuovo da noi stessi, dagli altri, dalla vita.
La consapevolezza è quindi un intimo processo evolutivo, avvolto dal mistero della rivelazione che ci attende.
L’etimologia del termine ci suggerisce che deriva dal latino ed unisce cum e sapere, cioè sapere insieme, ma non si nasce consapevoli e non lo si diventa spontaneamente, si può solo scegliere di diventarlo! Per esserlo, non è neanche sufficiente capire qualcosa solo razionalmente, ma implica insieme a questa abilità, osare un tuffo per immergerci nella profondità dei nostri fondali interiori e scoprire cosa c’è.
Non importa da dove si parte, a volte ci affidiamo all’emozione di un sogno, di un desiderio, altre volte ad una lacrima di dolore, altre ancora a qualcos’altro! Ascendere o discendere grazie alla poesia è un modo privilegiato di peregrinare prima dentro e poi fuori di noi, o spaziare verso altre dimensioni. Si tratta dell’espressione di nuovi modi di esserci, che può contagiare chiunque desideri entrare liberamente in risonanza a sua volta.
Spesso la poesia diventa essa stessa processo di consapevolezza. E’ uno scrigno all’interno del quale viene custodito sempre qualcosa di molto prezioso. Ci aiuta ad analizzare meglio ciò che accade, filtrando il sapere e la conoscenza attraverso nuove sfumature che ampliano i significati, ci permette di viaggiare nella memoria o di scolpirla attraverso le parole. Rende visibile la verità ed è trasformativa grazie al suo potere di potersi manifestare. Può essere sorgente delle nostre pure intuizioni, che rivelano lo splendore dell’anima. Può anche mostrare delle condizioni di umana fragilità di cui nessuno si prende cura e non di rado denunciare, facendosi umilmente scudo etico rispetto ai diritti e valori fondamentali dell’uomo. E’ anche un canale di espressione delle nostre emozioni, pensieri, sensazioni, percezioni, fantasie, visioni, contemplazioni.
Ci rivela e rivela attraverso ciò che evoca la sua lettura facilitando connessioni.
Il sapere che non lasciamo passare attraverso la nostra umanità, non diventerà mai saggezza. Per questo la poesia ci soccorre, ci evolve, ci cura, ci eleva, soprattutto ci rende più umani. Suggerisco di provare a praticarla e farne esercizio quotidiano come se fosse una meditazione attraverso la quale ci focalizziamo attraverso le parole risuonano dentro, proprio come farebbe una fiamma, un’immagine, il respiro. La poesia offre l’opportunità di guardare le cose da un altro punto di vista, invita a battere nuovi sentieri interiori, aumenta il coraggio di entrare in noi stessi e nella realtà che ci circonda come non avevamo fatto prima, diventando conoscenza, provocazione, trasgressione. La poesia è ovunque, soprattutto è presente dove ci sembra non possa esistere.
E’ il risultato di tutti questi aspetti appena accennati, più tutto quello che ognuno può scoprire vivendola ed avvicinandosi ad essa.
Finché non lascerai passare il filo invisibile della tua essenza nella cruna della consapevolezza, con cura ed attenzione, non potrai ricamare il tessuto della tua vita, rendendola una trama unica! Il modo lo scegli tu, l’importante è farlo!
Scrivere versi è amare ogni aspetto del nostro sé più profondo anche se rende visibili le fragilità, perché saranno proprio quelle a renderci fortemente umani.
Mi auguro che fra le righe chiunque legga questa silloge possa trovare la sua ispirazione, una parola, un verso, un’emozione, un’immagine interiore per provare a consapevolare da solo o insieme a me.
Elena Cornacchione
Note sull’autrice
Elena Cornacchione è una psicologa-psicoterapeuta, specializzata in psicologia clinica, analisi transazionale e danza movimento terapia. Lavora come libero professionista e collabora con enti pubblici e privati.
Annovera un’approfondita ed eclettica formazione psicoterapeutica che si rinnova e arricchisce continuativamente. Questo le permette di farsi esploratrice del mondo interiore dell’essere umano, offrendo sempre in questa ricerca un posto d’onore alla dimensione spirituale.